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IN TOUR:

1. Voci di sbandati  - recital-concerto per orecchi fini sulla controrivoluzione dell’unità d’Italia -

Marco Cardetta, accompagnato nelle musiche dal vivo di Roberto Salahaddin Re David, fa rivivere le voci degli sbandati dell’unificazione dell’Italia, i disertori, i braccianti – sbandati nel caos di una nascente nazione. Voci diverse, di poveracci, manovali, piccoli artigiani, che quasi senza accorgersene finivano fuori legge a imbracciare un fucile tra le quercete della Puglia, sulle steppe delle Murge, nel Salento, in Lucania e nel resto del Sud. 
E’ una “Spoon river” di voci del Sud disperse nel tempo. Voci di scontenti che nei loro diversi desideri, necessità e aneliti, sembrano ritornare tutti, ognuno a suo modo, al desiderio primario della libertà, quella libertà che è privazione dalle privazioni, libertà del riscatto, libertà dalla prigione della povertà.
Nato come un reading, si è evoluto nell’affiatamento tra musicista e autore, in un lavoro sperimentale a confine tra teatro, narrazione e poesia. Con incursioni di elettronica. Comico e drammatico, lirico come uno spaghetti western.
Storie liriche e grottesche, di burocrazia parossistica, di servilismo, di sfruttamento minorile e di fame di lavoro: storie di ieri e di oggi.

Le voci e le storie sono quelle del Sergente Romano di Gioia del Colle (Ba), di Carmine Crocco di Rionero in Vulture, di Rocco Chirichigno di Montescaglioso e di altri briganti e sbandati del banditismo post-unitario. Come per il romanzo storico “Sergente Romano” di Marco Cardetta, le storie sono un pretesto anche per riappropriarsi del proprio passato, dei luoghi e dell’antropologia del Sud.

Al contempo uno spettacolo che attraverso le storie degli sbandati di ieri, dei dimenticati, vuole portare lo sguardo sugli sbandati di oggi, sui diseredati e gli invisibili, che vivono simili sorti: i migranti e i profughi di simili guerre, simili miserie, in fuga da simili caos di nazioni in formazione o disintegrazione.


trailer/video: 

  1. https://vimeo.com/199440826
  2. https://vimeo.com/199866339
  3. https://www.youtube.com/watch?v=MrI307K6HpU



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NON IN TOUR:


1. I quadrupedi hanno quattro piedi (uno spettacolo così bello che vi sembrerà di averlo già visto) - poetic alternative comedy -


Alternative comedy allo stato puro, e impuro. Come disse Nikita Sergeevič Chruščёv lasciando la settima Internazionale: "Non ho visto mai uno spettacolo più cazzone di questo." E lui lo spettacolo non l'aveva manco visto! Ne aveva sentito solo parlare, da Stalin in punto di morte. Figuratevi voi che lo vedrete! E che vi sembrerà di averlo già visto! Che fortunati che siete! Meritereste un etto di realismo socialista in testa! O una scarpa! O dei pistacchi! (Lo spettacolo è tutto così e va avanti ad oltranza finché la gente non si stanca e/o picchia il performer e/o e/o eh oh!)




2. Non importa del menarka e di tua madre grassona, oh Oksana      reading ranting chanting in electronics –  rhapsodies –


Marco Cardetta in questo reading astruso e strampalato legge alcune poesie del suo libro working progress “Voci dal mare – nero di Odessa”, una suite di poesie narrative, surreali e archetipiche, comiche all’eccesso e romantiche, fatte di forme e illusioni, caleidoscopi di immagini che si inanellano tra le storie formando un vero e proprio romanzo poetico con personaggi profondi e coinvolgenti che parlano di un epoca inesistente e nella sua inattualità così scandalosa e ficcante nel cuore degli ascoltatori. Odessa è la città di vuoto e dell’incontro, dove ogni cittadino è straniero e ogni straniero è straniero.
Il recital è circonfuso della musica elettronica e sperimentale di Salahaddin Roberto Re David, adatta ai contesti più clubbing e discoteche.

La performance-recital concerto è adattabile per qualsiasi tipo di palco e situazione, dal teatro al dj set. Le poesie lasciano il posto in armonia alle musiche di Salahaddin Roberto Re David, pensate assieme alla suite e concepite con esso. Si balla e si va in trance.

I riferimenti? Alva Noto, Sakamoto, il Philip Glass di Koyaanisqatsi.