martedì 15 ottobre 2013

Castrovillari - haiku

E capì
del peperone crusco
del settimo giorno
e perché la donna partorisce 
con dolore.

"Castrovillari" da haiku di Marco Cardetta


La strada (è lunga assai, quando non la conosci e la fai la prima volta)

Primavera in autunno
gonfiore da calore.
Suonare di campane.


"La strada" da haiku di Marco Cardetta

martedì 1 ottobre 2013

Bed bed

Bed bed
why I fill you
with these losses
and losses?


"Bed bed" from haiku by Marco Cardetta

Letto

Matrimoniale
che riempio 
di perdite di tempo.


"Letto" da haiku di Marco Cardetta


giovedì 7 marzo 2013

Del papa franzese e Ratzi

Elessero un altro papa: lo fecero apposta per sfastidiarlo, lui, l’altro papa, quello vero.
L’eletto di Francia lo chiamarono, il papa di Francia, nato per osteggiare il primo: perché la chiesa e la cristianità han bisogno di una riforma e di una nuova guida.
Eccolo il papa di Francia, che son io. Ma subito, il magro distinto bell’uomo papa di Francia morì.
E quasi a seguire, lo stesso giorno, anche papa Ratzi, il reazionario, s’accasciò con aria beata e sorniona.

In un’ultima riconciliazione delle chiese, riunirono i papi nelle stanze della veglia. Eravamo soli negli appartamenti settecenteschi dai pavimenti chiari e i soffitti affrescati, illuminati dal sole. Ognuno nella sua bara.

Poi entrarono camerlenghi a prepararci per le celebrazioni funerarie.

E quando fummo sul sagrato di San Pietro, nelle bare, uno a fianco all’altro - il librone sfogliato dal vento - come rito di certificazione della morte, il funzionario, in marsina nera con decorazioni d’oro, s’avvicinò alla salma: brandiva una croce particolare, armata alla base da un punteruolo d’acciaio. Il funzionario prima l’abbassò sul petto del papa, a pugnalarlo, per finta; poi l’appoggiò alla camiciola e assestando un colpo secco sul cuore, trafisse la pelle: un piccolo fiotto schizzando di sangue s’espresse: sanciva la morte.

Si compì questa cosa sul corpo di Ratzi. Poi il funzionario s’avvicinò di nuovo al papa di Francia, che sono io, quasi con la certezza che non avrebbe compiuto bene l’atto. Ma ad un colpo ferace assestato, il papa di Francia sembrò rinvenire: ebbe uno sbottò, tossì, alzò la testa piegando il collo e s’appoggiò ai bordi della bara chiedendo aiuto.
Così rinvenni come da un lungo sogno di sacrificio.

Affaticato, il volto aggrinzito, fissai il papa Ratzi di fronte nella sua bara: lui non rinveniva. Era davvero morto. Quasi morto di solitudine. Quasi morto quel giorno per la morte dell’altro, che sono io. Gabbato dalla mia finta morte, suo unico amico in questa vita senza amici: la mia inimicizia gli recava conforto.

"Del papa franzese e Ratzi" tratto da Vite confuse di Marco Cardetta

mercoledì 20 febbraio 2013

Il partito degli indecisi


Io faccio parte degli indecisi. Quelli che decideranno all'ultimo minuto il destino di questo Paese.


E sto fondando un partito, per tutti coloro che sono indecisi. Lo sto chiamando: "Forza indecisi!" Oppure "Indecisi per la libertà"
Oppure "La casa degli indecisi." Non riesco molto a decidermi ma uno di questi tre nomi dovrebbe andare bene.
Comunque domani deciderò.

Non sai se sei più per le energie rinnovabili oppure per il carbone fossile?
Questo è il partito che fa per te. E comunque non stressarti a decidere. Decideremo noi per te.
Ma non oggi.

Non sai se rimanere nell'euro o uscirne? Facciamo decidere all'euro! Che arroganza questo decidere decidere. Tiriamo fuori di tasca l'euro e lanciamolo in aria. Se esce testa rimaniamo nell'euro, se esce croce usciamo dall'euro.
Chi siamo noi per decidere al posto dell'euro che ci contiene?

(Che poi... anche decidere tra testa e croce. Come facciamo ad abbinare? Allora facciamo che se esce testa abbiniamo la testa all'uscita, se esce croce... Vabbè... decidiamo domani...)

Hai completa fiducia nella monetina ed è così che hai scelto se sposare tua moglie? Facendo a testa e croce?
Questo è il partito che fa per te. Nel nostro programma abbiamo di mettere in comune tutte le donne e di farsene una al giorno, però a caso, senza decidere. Altrimenti può essere stancante.

Non sai se a "un'altra" va l'apostrofo o meno? Noi siamo per l'abolizione dell'ortografia. Basta con le pastoie stringenti di questa burocrazia italiana. Basta con le carte e i bolli che imbrigliano la piccola e media impresa. Liberalizziamo la comunicazione attraverso l'abolizione delle regole grammaticali.
Abbiamo calcolato che attraverso l'abolizione degli apostrofi potremmo risparmiare quasi due miliardi di euro all'anno (sempre che siamo rimasti nell'euro). Se poi passiamo agli accenti e le virgole il risparmio sale fino a sei miliardi, anzi MIGLIARDI. Aggiungiamo G a cazzo dove ci pare. Questa è la vera libertà! La libertà di non decidere!
Altro che abolizione delle province. Teniamoci le PROVINCIE e chiamiamole ogni volta a cazzo, in modo diverso, PROVINGE, PROVINGIE...

Quando finisce la carta igienica non sei capace mai di sfilare il rotolino di cartone e di sostituirlo, ma continui a pulirti il culo con gli (o LI) scottex?
Questo è il partito che fa per te: più carta igienica per tutti!

Se il secchio della spazzatura è colmo tu continui a infilarci roba dentro fino all'orlo, finché le bucce di uovo rotolano per terra? Questo è il partito che fa per te.
Noi la busta la buttiamo sempre il giorno dopo. E comunque propugniamo (o PROPUGNAMO, non lo so) il lavandino tritatutto sul modello americano.
Vota Indecisi! Vota per una non-scelta libera.

Ma il nostro non è un partito: è un movimento. Senza strutture, senza gerarchie senza sedi.
Noi siamo indecisi: e che cazzo!

Noi non abbiamo bisogno di sedi. E che cazzo! Noi abbiamo bisogno solo di un divano e di un televisore. Dateci quello e noi stiamo a posto. In genere restiamo a casa, altrimenti facciamo una passeggiata, se il tempo è buono.

E comunque il nostro è anche un movimento/non-movimento. Qualche volta stiamo anche fermi. Ma soprattutto non abbiamo un programma! Capito la figata?! Noi non abbiamo un programma! Per questo non puoi che votare per noi. Perché non puoi che essere d'accordo o DACCORDO con noi. Come ti pare. Ognuno qui fa come cazzo gli pare e come si alza la mattina!
Vota per noi e diventa libero e non-padrone del tuo destino!

Vota gli indecisi!




venerdì 15 febbraio 2013

[Gesù in croce]


d   Sul rifido monte del Golgota e più indietro s’evoca una tempesta in turbine girando su se stessa minaccia la croce.
Il vento gelido fitto punge l’addome scarnito. Sulla croce un Gesù Cristo giottesco di sorriso lagrimevole e pacifico e tendini tesi sull’osso rizomatico.
Il viso è un ellisse perfetto a punta, i capelli lisci e pesanti si spaccano sulla scrinatura grossa al centro della testa. Una colomba viene a posarsi sul braccio sinistro della croce.
Gli occhi grandissimi e tumidi scavati violacenerei guardano la colomba, le palpebre grosse pesanti nerigne abbassate su metà dell’iride.
Il suo profilo volto alla colomba è un'unica linea convessa e tenue da cui emerge un nasino appuntito all’in sù.
Il Cristo compassionevole le garrisce, La nostra croce è il presente.
La colomba guarda Cristo con occhi altrettanto compassionevoli e dice qualcosa tra i tuoni. Il vento spira forte in turbine e le nubi fanno rumore. Foglie secche il vento taglia il costato.
Pregno l’aere.
Tuoni, ... sussurge... Tuoni e tuoni.
... (e ci ) tiene sotto l’ombra ch’alto monte getta.


Brano da "Prime giovani suites" (2006) di Marco Cardetta

giovedì 14 febbraio 2013

Mi sono rotto


E lascio il posto
al mare e mille
altre cose blu.

"Mi sono rotto" da haiku di Marco Cardetta