mercoledì 5 settembre 2012

Le squille

1.
Odi le slitte con le squille
argentee squille!
Quale mondo di gaiezza il loro concento predice!
Come tinnano, tinnano, tinnano
nell'agghiacciata aria della notte
mentre gli astri ch’aspergono
tutte le volte, paiono luccicare
con vitreo diletto;
mantenendo il tempo, tempo, tempo,
in una sorta di runico ritmo
al sonagliamento che così armoniosamente scaturisce
dalle squille, squille, squille, squille,
squille, squille, squille,  -
dal tinnare e tintinnare delle squille.


2.
Odi le molli squille nuziali -
lutee squille!
Quale mondo di contentezza la loro armonia predice!
Attraverso la fragrante aria della  notte
come richeggiano il loro diletto! -
Dalle note d'oro colato
e tutto in accordo
quale liquido stornello fluttua
sino alla tortora – ch’ascolta mentre fissa avida la luna!
Oooo, dalle risonanti celle
quale fiotto d'eufonia voluminosamente sgorga!
Come s'espande!
Come dilata
sull'avvenire! - come esprime
dell'estasi che smuove
al dondolare e risonare
delle squille, squille, squille!
delle squille, squille, squille, squille,
squille, squille, squille -
al rimare e scampanare delle squille!


3.
Odi le squille dall'alto allarme -
ottonate squille!
Qual fola di terrore, ora, il loro tumulto diffonde!
Nello sbigottito timpano della notte
come gridano il loro spavento!
Assai inorridite per riferire,
capaci solo a stridere, stridere,
fuori tono,
in un clamoroso appellarsi alla clemenza della vampa  -
in una malsana rimostranza con la sorda e frenetica vampa,
zompettante più alta, più alta, più alta
con disperato anelito
e risoluto sforzo
ora - ora d'approdare, o mai,
sulla sponda della dirimpettaia luna.
Ooo, le squille, squille, squille!
Quale resoconto di disperazione
il loro sgomento propone!
Quali sferrragliamenti e stonare e mugghiare!
Quale orrore spargono
nel basso della palpitante atmosfera!
L’udito già, interamente discerne,
dal vibrare
e dal fragore
come l'insidia cala e fluisce: -
e già, il timpano distintamente confessa a se stesso,
nello stridore
e nella disputa
come l'insidia s'abbassa e aumenta,
attraverso l'abbassar e aumentar nella stizza delle squille -
delle squille -
delle squille, squille, squille, squille,
squille, squille, squille -
nel clamore e nel clangore delle squille.


4.
Odi il rintocco delle squille -
ferree squille!
Quale mondo di solenne meditazione la loro monodia impone!
Nel silenzio della notte
come rabbrividiamo con spavento
al melanconico annuncio del tono!
Poiché ogni suono che s'effonde
dalla ruggine interna delle loro strozze
è gemito.
E la frotta - ah, la frotta
che dimora su nel campanile
tutta sola
e che, battendo, battendo, battendo,
in quel ottuso tono uniforme
avverte quasi gloria in tal precipitar
sul cuore umano d'un masso  -
Loro sono né uomo  né donna
né bruto né  umano.
Loro sono masticacadaveri: -
e il loro re è colui che rintocca: -
ed egli rulla, rulla, rulla, rulla
un peana dalle squille!
Ed il suo cuore contento s'ingrossa
con la lagna delle squille!
Ed egli danza ed egli sbraita;
mantenendo il tempo, il tempo, il tempo,
in una sorta di runico ritmo
al peana delle squille -
delle squille: -
mantenendo il tempo, il tempo, il tempo,
in una sorta di runico ritmo,
al palpitar delle squille -
delle squille, squille, squille -
ai singhiozzi delle squille: -
mantenendo il tempo, il tempo, il tempo
mentre  rintocca, rintocca, rintocca
in contento runico ritmo,
al rullar delle squille -
delle squille, squille, squille: -
allo scampanar delle squille -
delle squille, squille, squille, squille -
squille, squille, squille -
al  gemere e gemere delle squille.


"Le squille" tratto da Edgar ovvero ... dal più fiero e biondo di tutti i fiori... - traduzioni/tradimenti e canto da Edgar Allan Poe, di Marco Cardetta. Post-fazione di Luciano Funetta