giovedì 17 maggio 2012

La cutrettola (ovvero, meno fesso dell'albatros)

Per sollazzarsi, spesso, le ciurme dei bastimenti,
di petroliere, di baleniere, di portaerei, di portacontainer,
si divertono a catturare degli albatros, enormi uccelli imbecilli che si lasciano così facilmente catturare e torturare: si lasciano

spegnere la sigaretta sulle piume, stuzzicare il becco,
bastonare di bastone.


Ma sta un uccello diverso, un uccello contento: la cutrettola si chiama.
E questo caca sui balenieri, sui petrolieri, su mercanti dei container, sui soldaticchi.
E quando ne vede qualcuno da solo, ecco che s'appoggia dietro alle spalle e col becco puntuto gli picchietta la testa: e non giocando, ma a far male, crudele.
Strappa i capelli a morsi e con le zampe artigliandosi alle spalle. Se quello si ribella eccolo svolazzare rapido

per le volte azzurre, facendosi beffe del povero sciagurato.

E di nuovo a cacargli addosso.
E poi di nuovo, richiama i suoi amici, sodali, e tutti a cacare sopra la petroliera e i soldaticchi, e a scorticarli,
col becco e con gli artigli: buffe, zoppicano le vittime, non capiscono.






Inutile spiegarvi la faccenda: se non avete capito che il poeta dell'epoca del solare, sì, questa nuova epoca, di una nuova semplicità complicata, non ha da essere fesso, non ha da sentirsi inetto ed inutile a vivere in questo mondo di calcolo, ma ha da essere demiurgo crudele, abile e sagace, nell'evitare le insidie dell'homo oeconomicus; beh, dunque, se non avete capito, siete proprio degli albatros, e non sarete mai, amabile cutrettola.




La cutrettola (ovvero, meno fesso dell'albatros) tratto da Versi giustificati di Marco Cardetta